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10 buoni motivi per non litigare online

Talmente fastidio che ti trasformi in un troll seriale. Per sfuriare la frustrazione e la pressione lasci anche tu un messaggio minato. Una critica feroce. Ci prendi gusto, assapori il piacere della rissa. Alt, stop. Non è questo il web che ci piace, vero? Ecco 10 buoni motivi per non litigare online (se possibile anche offline). •Nella maggior parte dei casi tutto nasce da un malinteso: non hai capito cosa vuol dire la persona che stai leggendo, l’autore ha usato parole eccessive e toni sballati. Perché rovinare tutto per un semplice malinteso. Soluzione: prima di attaccare a testa bassa chiedi spiegazioni. •L’invidia non ti fa onore, lasciala alle persone grette. Soluzione: concentra le tue energie per migliorare, per fare di più e meglio. Preferisci creare qualcosa di magnifico o passare la vita a invidiare una vita che non ti appartiene? Io dico la prima opzione. •Probabilmente stai attaccando quella persona perché riassume uno stereotipo che non riesci a evitare: questa scorciatoia del cervello (esatto, lo stereotipo è questo) ti impedisce di valutare l’operato della persona e ti costringe a criticarla. Soluzione: attacca la spina del cervello e conta fino a 100. Nel frattempo pensa. •Non sai chi si nasconde dietro quella persona. Il web è piccolo, tremendamente piccolo, e quel nome sconosciuto potrebbe essere un cliente, il futuro datore di lavoro, un amico che potrebbe risolvere un problema. Soluzione: ti ho già detto di contare fino a 100? Bene, rifallo. •Forse quella persona non sta parlando di te in quel momento. Forse quello status non riguarda te, quel tweet non si riferisce alla tua attività. Rilassati. Forse il mondo non ruota intorno a te. Soluzione: se credi che quella frase sia rivolta a te (cioè, se ci sono reali motivi per crederlo) chiedi spiegazioni. Con calma ed educazione. Altrimenti passa avanti e buona vita. •Quella persona con la quale stai litigando da 2 ore forse non esiste, forse è solo un troll che si diverte alle tue spalle e cerca di farti perdere le staffe. Ci sta riuscendo? Io dico di sì. Soluzione: ignora le discussioni che ruotano intorno al nulla. Sul serio. Non ti daranno niente. •Non puoi litigare con un blogger solo perché non risponde alla tua email chilometrica: nel tuo messaggio hai chiesto consulenze per centinaia di euro, e hai camuffato il tutto come “una piccola cortesia”. Soluzione: un piacere non si nega a nessuno. A patto che sappia aspettare e capisca qual è la differenza tra cortesia e fregatura. •Sarà impossibile ricucire i rapporti. Già è difficile farlo quando sei faccia a faccia con le persone, figurati quando la comunicazione si articola via chat o Skype. Soluzione: calma, non reagire alle provocazioni, manda un messaggio in privato e metti in chiaro le tue intenzioni pacifiche. •Credi che sia il caso litigare con qualcuno solo perché vuoi a tutti i costi apparire il primo della classe e spiattellare in pubblica piazza quell’errore di battitura? Ricorda che oggi ha sbagliato l’altro, domani sbaglierai tu. Soluzione: un errore può essere anche segnalato in chat. •C’è critica costruttiva e critica negativa. C’è anche l’opinione. Spesso sui social litighiamo solo perché non riusciamo a distinguere tra queste sfaccettature: ogni intervento che non sia una lode ti sembra una critica distruttiva, un attacco. Soluzione: valuta bene le parole e ricorda che tutti possono sbagliare. Anche tu. Questa non è una guida per diventare il perfetto paraculo. Non voglio che passi un messaggio sbagliato: non devi essere falso/a perché non è questo lo stile giusto per affrontare il social web. No. Il mio messaggio è questo: leggi prima di attaccare. Parla prima di gridare. Discuti con le persone prima di offenderle con commenti sguaiati e senza senso, trovati un hobby o qualcosa di meglio da fare e smettila di lasciare commenti anonimi e con email false. Fonte: http://htl.li/sNp3K