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In Brasile l’iPhone c’è già, Apple dovrà usare un altro nome

 

Ironia della sorte, durante lo scorso mese di dicembre la Gradiente Electronica SA ha iniziato la commercializzazione dell’IPHONE Neo One, uno smartphone che, al di là del nome, pone non pochi problemi a Cupertino, essendo un telefono di fascia medio-bassa che già con il sistema operativo Android, ovvero l’antitesi del dispositivo Apple.

 

Il prossimo 13 febbraio l’ufficio dei brevetti brasiliano prenderà una decisione ed è probabile che Apple, nella peggiore delle ipotesi, presenterà ricorso solo a titolo cautelativo, giacché punterà ad acquisire il marchio mettendo sul piatto una cospicua cifra. Il mercato brasiliano è in rapida crescita e Cupertino non vorrà certo sprecare tempo attendendo che l’iter burocratico faccia il suo corso permettendo quindi che i consumatori preferiscano “l’iPhone nazionale” il cui costo è di circa 220 euro contro i 740 dell’iPhone 4S e che, caso vuole, esiste nei classici colori bianco e nero.

Oltre a ciò c’è un precedente che rende quasi nulle le speranze di Apple. Durante i primi giorni dello scorso mese di novembre Apple ha perso una causa contro la messicana IFONE, una piccola azienda di telecomunicazioni che aveva registrato il proprio marchio nel 2003 ed era rimasta inattiva per anni, salvo poi annunciarsi come viva e vegeta quando l’iPhone ha fatto il suo ingresso sul mercato locale. L’ammontare dell’accordo raggiunto con l’azienda messicana non è mai stato reso noto.
 
Fonte: Il Sole 24 Ore