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Il Made in Italy sempre più cliccato

Basterebbe questo dato per comprendere l’importanza cruciale della rete per il rilancio dello sfilacciato tessuto produttivo italiano. Ma aggiungiamone un altro: la caccia al «Made in Italy» è sempre più virtuale. Secondo l’analisi del motore di ricerca Google effettuata in 10 paesi del mondo, le ricerche relative al Made in Italy sono cresciute del 13% nel primo semestre del 2012. Tra gli argomenti più cliccati, auto e moda e, seguiti da turismo, alimentare e arredamento.

BORSE DI STUDIO – Partendo da questi presupposti, Google, Unioncamere e il ministero dello Sviluppo hanno siglato un protocollo d’intesa per il progetto «Distretti sul web»: 20 borse di studio a giovani laureandi o laureati per digitalizzare 20 distretti industriali tra i più rappresentativi. Obiettivo: «Favorirne la competitività sui mercati internazionali», ha detto Ferruccio Dardanello, presidente Unioncamere. «È la prima volta che Google realizza un progetto del genere nel mondo – ha detto Giorgia Albetino, responsabile Relazioni istituzionali Italia – e speriamo di replicarlo in altri paesi».

120 MILA EURO – Le borse di studio avranno un valore di seimila euro (120 mila euro l’investimento totale finanziato da Google) e una durata di sei mesi. Le iscrizioni sono aperte dal 9 gennaio: possono candidarsi i giovani entro i 28 anni residenti nella regione in cui insiste il distretto o iscritti a università di quella stessa regione. Tutte le informazioni sul sito www.unimercatorum.it. «I candidati saranno selezionati in base al loro curriculm – aggiunge la Albetino – Dovranno avere conoscenze di economia, web consulting e un particolare legame con il territorio».

INTERNET ECONOMY – Nei paesi del G-20 l’economia Internet ha già un valore pari al 4% del Pil e contribuisce in media al 21% della crescita annua del prodotto interno lordo. In Italia i valori, sebbene inferiori, mostrano un interessante potenziale di crescita: il valore generato dall’Internet economy in Italia arriverà a toccare i 63 miliardi di euro entro il 2016, con un valore pari al 3,5% del Pil.

MARGINE DI CRESCITA – I 20 distretti selezionati (sui 101 censiti in Italia) per le borse di studio di Google sono stati scelti proprio in base alla loro vocazione all’export. «Sono quelli con un margine di crescita più ampio valutato in base ai dati di Unioncamere, alle ricerche online e alla reali potenzialità di export» aggiunge la Albetino. «Abbiamo scelto anche distretti del Sud che utilizzano le nuove tecnologie per recuperare il gap» chiarisce Dardanello.

Fonte: Corriere della Sera.it