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Il futuro dei pagamenti mobili

La tecnologia, chiamata Papillon (farfalla, in francese, in omaggio a Jean-Dominique Bauby, il giornalista che dopo un ictus riusciva a muovere soltanto la palpebra sinistra: la storia ha ispirato il film di Julian Schnabel Lo scafandro e la farfalla), è già brevettata. Sarà testata sul campo nelle prossime settimane, per venire proposta sul mercato entro la fine del 2013.

Papillon è sorprendente per la sua semplicità: noi lo abbiamo provato. Ci è bastato avvicinare la mano ad un innocuo sensore ad infrarossi ed in meno di un secondo Papillon ci ha riconosciuto. Le probabilità di errore sono inferiori ad una su venti milioni.

Se questo sistema facesse parte di un pos come quelli collegati alle casse di milioni di negozi, potremmo fare shopping lasciando a casa contante, carte di credito, pin e perfino i tanto celebrati cellulari Nfc che stanno arrivando anche in Italia, o lo Square lanciato in Usa e nel Nord Europa dal papà di Twitter, Jack Dorsey. “Papillon ti riconosce grazie alla geometria delle vene della tua mano, al flusso sanguigno e all’attività dell’emoglobina, la molecola del tuo sangue che trasporta ossigeno, permettendogli di verificare che sei vivo”, mi spiega Riccardo Prodam, una vecchia conoscenza di Wired (giugno 2011) per il suo DreamBrain, il casco che “ti legge la mente”, e responsabile del laboratorio insieme a Marco Berin. “L’affidabilità è di livello militare, migliore di quella dei sistemi di riconoscimento dell’iride”.

Soprattutto, il processo è rapido e molto meno invasivo e inquietante di una scansione dell’occhio. “La mano è la parte del corpo che ci permette di interagire con gli altri, stringerla è da secoli la base del commercio”, osserva Berin, “perciò è facile persuadere le persone a usarla per farsi riconoscere”. La scommessa di Unicredit è entrare in modo innovativo sul mercato dei pagamenti mobili, dove la competizione è già serratissima. PosteMobile sta già partendo con i test del suo sistema Nfc, seguita a ruota da Vodafone (che mette in campo anche una carta prepagata Smartpass) e 3 Italia, che si sono alleate con Bnl e Mastercard, mentre Telecom Italia ha stretto accordi con Intesa San Paolo. Lo scenario è quello di una vera e propria guerra tecnobancaria tra compagnie telefoniche, ansiose di conquistare nuovi fatturati, e le banche, preoccupate di venire scavalcate.

Per questo la banca di piazza Cordusio non trascura i sistemi Nfc, ma con il suo nuovo centro di ricerca nel quale ha investito due milioni di euro e che ha in cantiere altri progetti oltre a Papillon, sembra voler guardare un pò più lontano.

Fonte: Daily Wired